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Holy è un gruppo che personalmente mi piace un botto, sarà per i suoni violenti la velocità e tutto il resto, ma inutile negarlo fin dal primo ascolto ti entrano dentro e non ti mollano più. Protagonisti di numerosi tour, tra cui uno americano , presenti anche al Fluff Fest 2013, e recentemente per una data a Bolzano con Raein e Shizune, abbiamo deciso di fare una breve intervista


1 Dai mettiamoci “comodi” e partiamo con ste domante. Allora solita domanda scontata che però appaga sempre i bisogni voyeristi dei nostri lettori, chi sono gli Holy?

Gli Holy sono una Band di Milano, per riassumere direi che suoniamo Punk, fondamentalmente mischiamo un pÚ tutto quello che ci piace del punk, dall’hc classico, un sacco di d-beat e powerviolence.

Ci piace pensare che questa band sia un modo per esprimerci sia a livello personale che politico, e ci dia la chance di girare e vedere quanti pi˘ posti possibili di sto mondo.

2 Passiamo al disco. Disco interessantissimo, curato in tutti i particolari, prodotto da Hell Yes! Records, raccontateci un po’ la genesi di questo disco

In realà di dischi ne abbiamo fatti due, quello che citi tu Ë il primo ed Ë effettivamente stato prodotto da Hell Yes! ed Ë uscito circa due anni fa, la genesi di quel disco in pratica non c’Ë stata, Ë in pratica tutto quello che abbiamo prodotto nei primi 6/8 mesi di esistenza, nella nostra testa poteva anche non essere niente pi˘ di un demo, poi, dopo averlo ascoltato, Marco di Hell Yes si Ë preso bene e ha deciso di farlo uscire, ovviamente ne siamo stati felicissimi, e alla lunga credo che la scelta abbia pagato e ci abbia dato una marcia in pi˘.

Il disco successivo “The Age of collapse”, uscito a febbraio scorso su Adagio 830, EÏ composto di pezzi che abbiamo iniziato a scrivere appena finito di registrare il precedente, ha avuto una genesi decisamente pi˘ sofferta, soprattutto quando si Ë trattato di trasformare tutto il materiale prodotto in sala prove in un disco vero e proprio, dietro il disco non c’Ë un concept vero e proprio, non siamo cosÏ pretenziosi, ma ci piaceva l’idea che potesse “filare via liscio” dalla prima all’ultima traccia.

Entrambi sono stati registrati direttamente in sala prove, e penso che continueremo a fare cosÏ anche in futuro, preferiamo questo approccio, che ci ha permesso di avere un suono genuinamente “sporco” e non ricreato in studio, inoltre ci piace non dover stare ai tempi e alle scadenze di uno studio.

3 Tra i numerosi tour uno ci ha interessato particolarmente quello in America. Fateci un piccolo report e magari qualche interessante aneddoto.

Ti devo dire che quando abbiamo affrontato il Tour in Usa eravamo effettivamente carichissimi, ma con lo stesso approccio di quando andiamo a suonare da qualunque altra parte, l’idea di base Ë sempre quella di suonare, vedere posti, e in fin dei conti Ë la maniera in cui il punk si tiene in piedi da sempre, e che permette a band e persone di entrare in contatto in tutto il mondo pur non avendo alle spalle il supporto di una rete mainstream.

Il Tour si per sé è stato veramente bello, abbiamo avuto la fortuna di condividere il tutto con i punch, che sono persone eccezionali, e che per noi hanno fatto tantissimo, in primis invitarci a suonare, oltre che organizzare in pratica il tutto, prestarci furgone e backline e di fatto scarrozzarci in giro per la west coast, da seattle a tijuana, per 15 giorni.

Tutti e quattro siamo tornati con la sensazione di aver visto un posto concretamente diverso da quello in cui viviamo, sotto tantissimi aspetti, sia parlando a livello di scena punk, che a livello di vita di tutti i giorni, tra gli highlights mettiamo sicuramente il concerto al Gilman924 di Berkley e lo show a Tijuana, dove abbiamo suonato nel cortile di una casa, di fronte ad un paio di centinaia di persone, ammassate tra il cortile e la strada vera e propria o addirittura arrampicate sui muri (il concerto sarebbe dovuto essere dentro la casa, ad un certo punto non ci si stava pi˘ e si Ë stati costretti a trasportare il tutto all’aperto).

4 Al fluff fest di quest’anno c’eravate anche voi, sicuramente esperienza incredibile, vale sempre la pena o ha perso qualcosa in questi anni?

Secondo me il Fluff Ë, a livello europeo, probabilmente il festival pi˘ bello, ci sono stato 5 o 6 volte, e continuerÚ ad andarci, certo che negli anni Ë evidentemente diventato pi˘ conosciuto e frequentato, ma non vedo la cosa necessariamente come un male, anzi, lo snobismo in generale mi infastidisce, e ancora di pi˘ nella nostra realt‡.

E’ovvio che suonando circa 90 band nell’arco di quattro giorni e impossibile che ti piacciano tutte, o che in realt‡ la maggior parte proprio sia lontana dai tuoi gusti, ma proprio la sua trasversalit‡ a livello di sottogeneri Ë una peculiarit‡ da difendere. E’ capitato negli anni scorsi che ci andassi anche in edizioni in cui mi interessavano non pi˘ di 5 band, ci sono andato proprio perchË la situazione, l’ambiente, il cibo sono a prescindere una cosa bella.

5 Leggendo i testi degli Holy è innegabile notare che si tratta di musica impegnata (lo apprezziamo molto), per chi non ha ancora avuto il piacere di ascoltare il disco, diteci un po’ quali sono queste idee che volete diffondere

Come ti dicevo prima dietro ai nostri dischi non c’Ë un vero e proprio concept, chiaro che alcune idee fanno da “inconsciamente” da linea guida.

Tutti e 4 siamo vegani, quindi l’antispecismo, Ë in generale un tema che ricorre, inoltre ti dico che molti testi sono stati scritti in maniera molto personale, o addirittura introspettiva, e poi mi rendo conto che vengono percepiti da chi li legge in maniera politica, la cosa mi fa piacere perchË non ho mai creduto alla dicotomia testi politici/testi personali, credo che le due cose, nella realt‡ siano naturalmente intriseche.

6 Tornando al disco, siamo sicuri che è andato via bene, per il futuro che progetti avete? Sappiamo che Tadzio e Giacomo hanno un nuovo progetto i Komplott (ne raccomandiamo l’ascolto), per gli Holy invece? Arriva magari un bello split? Qualche progetto per il futuro?

In questo momento stiamo vivendo un piccolo periodo di pausa che ci siamo goduti tutti, anche Stefano, il nostro chitarrista ha da poco avviato un nuovo gruppo hc, i CLASS, Giacomo e Tadzio hanno i Komplott che fanno D-Beat o Rawpunk (se siete fan delle definizioni).

Per quanto riguardo Holy, oltre ovviamente a riprendere l’attività live, stiamo cercando di decidere con calma su cosa concentrarci, forse un 7″, forse direttamente un nuovo disco, in generale penso che ci troveremo in sala prove e in base a quello che salterà fuori decideremo.

http://holyvegan.bandcamp.com/

http://holyvegan.tumblr.com/

 

 

 

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