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Fall of Minerva, un progetto ormai che va avanti dal 2011, un ep interessantissimo e finalmente nel 2013 un disco, abbiamo beccato Sido per sapere qualcosa di più su questo progetto che ormai mi sta molto a cuore.

Fall of Minerva1 Partiamo con una domanda diretta chi sono i Fall of Minerva da dove nasce l’idea, insomma facciamoci un pò i cazzi vostri

Beh i Fall Of Minerva sono probabilmente la band con più cambi di line up della storia ahah!
Siamo nati dalle ceneri di una band metalcore chiamata Time Dilation attiva appunto fino al 2011, e al momento io (Sido) sono l’ unico membro originale della band.
Probabilmente questo è dovuto al fatto che quando siamo partiti eravamo una band di semplici amici, e più le cose si sono fatte serie più a mano a mano ci son stati problemi maggiori…e incomprensioni varie.
Probabilmente non avevamo tutti la stessa idea su cosa significhi e quanto impegno serva per suonare in una band.

2 Al giorno d’oggi è quasi impossibile non ispirarsi a band del passato o che comunque rappresentano qualcosa per voi, a chi vi ispirate e perché?

Bah, anche questo credo sia cambiato nell’ arco del tempo, e ognuno di noi all’ interno della band ha influenze molto, molto diverse.
Credo però di poter fare qualche nome che accomuna un pò tutti tipo: Underoath, The Chariot, Norma Jean, Rinoa, Deftones, Converge.
Questi sono i pilastri e i punti in comune, forse anche abbastanza banali. Ma poi ripeto ognuno di noi ascolta veramente cose molto, molto diverse rispetto agli altri.
3 L’ep già era di altissima qualità, ma finalmente dopo è arrivato questo disco tanto atteso. Cosa rappresenta per voi ?

Il disco era una necessità, avevamo bisogno sia di esprimere dei cambiamenti dovuti al cambio di batterista (Pietro) e chitarrista (Nicola) nell’ ultimo anno e mezzo, sia di poter comunque farvi ascoltare delle nuove sonorità un pò diverse dall’ Ep.
Per me questo ultimo lavoro significa moltissimo, ogni pezzo parla di sensazioni e situazioni che ho dentro, è un viaggio molto personale che ho voluto raccontarvi in piccola parte.
Il nome del disco infatti non è scelto a caso. Ogni pezzo cantato è stato scritto in una precisa stagione dell’ anno.

4 Quest’estate avete fatto un tour in Russia, sono parecchie le band italiane e non che si stanno spingendo verso questa “nuova” meta musicale, raccontaci qualcosa di quella terra lontana

Bah, si l’ idea comune (in parte confermata anche da noi) è che molte band vadano in Russia perchè è più semplice avere del successo là rispetto al resto dell’ Europa.
Per noi in realtà è stata semplicemente la prima occasione per andare in tour, ci è arrivata una mail da Polygon Agency di San Pietroburgo e abbiamo accettato subito.
Il tour è stato fighissimo, abbiamo visto cose che in Italia spesso ci scordiamo in quanto a ospitalità, calore e semplice voglia di supportare le bands in tour.
Poi chiaramente non può essere tutto rose e fiori, abbiamo avuto anche piccoli scazzi per quanto riguarda viaggio e organizzazione ma nel complesso è una cosa che consiglierei a qualsiasi band, sono emozioni che restano nel cuore.

5 Dopo questo importante traguardo del disco (grafiche eccezionali, chi è l’artista?) che progetti avete per il futuro immediato e non?

L’ artista è uno dei miei migliori amici, si chiama Alessandro Fogo, studia Arti Visive allo IUAV di Venezia. Ammiriamo molto la sua arte, fa spesso esposizioni e mostre dei suoi lavori e credetemi ne vale un sacco la pena.
La collaborazione con lui per noi è diventata ormai scontata per qualsiasi lavoro, dalle magliette, alle grafiche del disco appunto.
Da poco è partito con un progetto di T-Shirt disegnate a mano chiamato Le Mort Joyeux, vi consiglio di cercare la pagina su FB , merita.
Per il futuro non lo sappiamo, tra poco uscirà un videolive con scene del tour russo della canzone The Lingering Agony Of An Exhausted Soul, poi a marzo vorremmo tornare in tour (questa volta in Europa magari) e con calma stiamo rimettendoci a scrivere, ma non abbiamo fretta.
Non abbiamo ancora le idee chiare su cosa uscirà

 

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